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Relazione speciale n. 01/2019: Lottare contro le frodi nella spesa dell’UE: sono necessari interventi

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10/01/2019

Tutelare gli interessi finanziari dell’UE dalle frodi è uno dei compiti fondamentali della Commissione europea. Le direzioni generali della Commissione, le agenzie esecutive, l’Ufficio per la lotta antifrode (OLAF) collaborano con un gran numero di altri organismi, tra cui le autorità degli Stati membri e la futura Procura europea (EPPO).

Con questo audit, la Corte ha verificato se la Commissione stia gestendo in modo appropriato i rischi di attività fraudolente lesive del bilancio dell’UE. La Corte ha constatato che la Commissione non dispone di dati completi e comparabili sul livello di frode rilevata nella spesa dell’UE. Per di più, la Commissione non ha effettuato finora alcuna stima delle frodi non rilevate, né ha analizzato nel dettaglio cosa spinga gli attori economici a commettere attività fraudolente. Questa carenza di informazioni riduce il valore pratico e l’efficacia dei piani strategici della Commissione volti a tutelare dalle frodi gli interessi finanziari dell’UE.

Il sistema attuale, in base al quale l’indagine amministrativa condotta dall’OLAF è seguita da un’indagine penale a livello nazionale, richiede molto tempo in un notevole numero di casi e riduce quindi le probabilità di giungere al perseguimento dei reati. Inoltre, le relazioni finali dell’OLAF spesso non forniscono informazioni sufficienti per avviare il recupero dei fondi indebitamente erogati. Le indagini amministrative dell’OLAF hanno condotto all’imputazione di sospetti autori di frodi in meno della metà dei casi e hanno avuto come risultato il recupero di meno di un terzo dei fondi UE indebitamente erogati.