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Relazione speciale 26/2020: Ambiente marino: la protezione esercitata dall’UE è estesa ma non va in profondità

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26/11/2020

La perdita di biodiversità marina e la scomparsa di habitat marini rappresentano una sfida continua per i mari d’Europa. Nella presente relazione, la Corte analizza come questa sfida viene affrontata dalle principali politiche e dai principali programmi di spesa dell’UE in parti dell’Atlantico e del Mediterraneo.

Malgrado l’esistenza di un quadro per tutelare l’ambiente marino, gli interventi dell’UE non hanno riportato né i mari a un buono stato ecologico, né la pesca a livelli sostenibili in tutti i mari. Le norme UE di protezione non hanno condotto al recupero di ecosistemi e habitat significativi; le aree marine protette dell’UE forniscono una protezione limitata; le disposizioni volte a coordinare la politica della pesca con la politica di protezione dell’ambiente marino sono poco utilizzate nella pratica; e una parte relativamente piccola dei fondi disponibili viene utilizzata per misure di conservazione.

Mentre nell’Atlantico vi è stato un miglioramento misurabile negli stock ittici, ciò non è avvenuto nel Mediterraneo.

La Corte indirizza alla Commissione raccomandazioni volte a risolvere queste problematiche, insieme agli Stati membri.

Relazione speciale della Corte dei conti europea presentata in virtù dell’articolo 287, paragrafo 4, secondo comma, del TFUE.