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Chi siamo

 
La cooperazione tra le Istituzioni superiori di controllo (ISC) dell’Unione europea e la Corte dei conti europea (CCE) avviene principalmente nell’ambito della struttura del Comitato di contatto. Tale struttura comprende il Comitato di contatto stesso, che riunisce i presidenti delle ISC dell’UE e della CCE, gli agenti di collegamento, che forniscono una rete attiva di contatti professionali in tutta Europa, nonché gruppi di lavoro, reti e task force su temi di audit specifici.
 

Contesto

La prima riunione dei presidenti delle ISC dell’UE (che allora era la CEE) si è tenuta nel 1960.  Da allora, i presidenti delle ISC hanno continuato a collaborare nel Comitato di contatto, che rappresenta un forum in cui vengono discusse questioni di interesse comune. Con l’introduzione, alla fine degli anni 60, delle risorse proprie per finanziare il bilancio comunitario e con il conseguente ampliamento del ruolo del Parlamento europeo per le questioni di bilancio, si è via via rafforzata l’esigenza che l’UE disponga di un organismo indipendente di audit esterno. Il Comitato di contatto ha, di fatto, contribuito all’istituzione della CCE ed alla definizione dei suoi poteri nel trattato di Bruxelles del 1975, cui ha fatto seguito, nel 1977, l’effettiva creazione della CCE. Nel 1978, il Comitato di contatto ha sollecitato l’adesione della CCE, che ne è pertanto divenuta il decimo membro.
 
Lo sviluppo dell’integrazione europea dopo il trattato di Roma è stato accompagnato dallo sviluppo, in parallelo, del ruolo del Comitato di contatto. Nel corso degli anni, la cooperazione tra le ISC degli Stati membri dell’UE e la CCE è divenuta più organizzata e istituzionalizzata. Ciò trova riscontro anche nei trattati europei, nei quali il riferimento a tale cooperazione si è fatto gradualmente più esplicito.
 
Il trattato CE, nella sua stesura originale, stabiliva che la CCE svolgesse i suoi audit in “collaborazione” con le ISC degli Stati membri[1], mentre il trattato di Amsterdam ha successivamente aggiunto che “la Corte dei conti e le istituzioni nazionali di controllo (...) cooperano in uno spirito di reciproca fiducia, pur mantenendo la loro indipendenza”. In seguito, nel trattato di Nizza, la dichiarazione 18 allegata all’Atto finale ha invitato la CCE ad istituire un Comitato di contatto con le ISC degli Stati membri (che già, di fatto, esisteva)[2].
 
Tuttavia, la cooperazione tra le ISC degli Stati membri dell’UE e la Corte dei conti europea non è dovuta ad un semplice obbligo giuridico quanto piuttosto a un’esigenza pratica dettata dal fatto che la Comunità e le amministrazioni nazionali sono divenute sempre più strettamente collegate. Con il decentramento su vasta scala della gestione del bilancio dell’UE a favore delle autorità nazionali degli Stati membri e dei paesi beneficiari, il centro di gravità del controllo delle finanze dell’UE si è spostato verso questi paesi. Di conseguenza, il trattato ha fornito una base giuridica alla cooperazione tra la CCE e le istituzioni superiori di controllo o gli altri organismi competenti in materia di audit a livello nazionale. In pratica, le istituzioni superiori di controllo forniscono agli auditor della Corte un’assistenza pratica e logistica a livello locale unitamente ad una conoscenza specifica della materia oggetto del controllo.

Cooperazione con le ISC dei paesi candidati e potenziali candidati

Il Comitato di contatto promuove e facilita la cooperazione tra le ISC dei paesi candidati e potenziali candidati e degli Stati membri dell’UE mediante svariate iniziative, la maggior parte delle quali si svolgono nell’ambito della Rete delle ISC dei paesi candidati e potenziali candidati e la CCE. Oltre alla partecipazione dei Presidenti di tali ISC alle riunioni del Comitato di contatto in qualità di osservatori, il Gruppo di lavoro congiunto sulle attività di audit (JWGAA), che ha preso il posto del vecchio gruppo di lavoro del Comitato di contatto per i paesi candidati, promuove una cooperazione in scala ridotta, pratica, concreta.

Cooperazione con le organizzazioni internazionali

I rappresentanti dell’EUROSAI, l’organizzazione europea delle Istituzioni superiori di controllo, e dell’INTOSAI, l’organizzazione a livello mondiale, partecipano alle riunioni del Comitato di contatto e sono invitati a esporre gli sviluppi e i piani per il futuro delle rispettive organizzazioni. Altri esempi di cooperazione con l’EUROSAI riguardano gli eventi congiunti di formazione e la partecipazione di membri dell’EUROSAI ad attività multilaterali avviate nell’ambito del Comitato di contatto. Inoltre, le singole ISC del Comitato di contatto partecipano anche ad attività organizzate dall’EUROSAI e dall’INTOSAI.


[1] L'articolo 188 C, paragrafo 3, del trattato CE stabiliva che "il controllo negli Stati membri si effettua in collaborazione con le istituzioni nazionali di controllo o, se queste non hanno la necessaria competenza, con i servizi nazionali competenti". Con il trattato di Amsterdam, tale formulazione è stata ripresa nellarticolo 248, paragrafo 3.
 
[2] Nella dichiarazione 18 si dice che "la Conferenza invita la Corte dei conti e le istituzioni nazionali di controllo a migliorare il quadro e le condizioni della loro cooperazione, mantenendo nel contempo la rispettiva autonomia. A tal fine il presidente della Corte dei conti può istituire un comitato di contatto con i presidenti delle istituzioni nazionali di controllo".
 

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